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Internet per il restauro 65

Giancarlo Buzzanca

(estratto dalla rubrica pp.16-19)


C’è sempre uno scarto di date tra la scrittura di questi interventi e la loro effettiva pubblicazione. E’ normale … ma in questo momento l’estate impazza ed il caldo fa stramazzare anche gli elefanti … e si tira avanti al limite della ragione. Difatti mi sento ancora più idiota del solito nel continuare a dire le stesse cose. La ripetizione produce calore! Deve essere una precisa legge fisica.
Ed infatti ora che correggo [novembre 2007] alcune cose sono cambiate. Lo segnalerò nel testo.

Italia.it
Sembrerà quasi che, nella prima parte, non parli di restauro, beni culturali e conservazione. Ma spero davvero che il mio affezionato lettore (ce ne sarà almeno uno?) non si faccia ingannare da questa manfrina. Occhio!
Credo/spero abbiate seguito la storia del portale italia.it (http://www.italia.it) il portale da 45 milioni di euro (che a una più attenta ed aggiornata lettura sono divenuti nel frattempo 58) che lanciato malaccortamente da Rutelli ha suscitato un’ondata di proteste a causa della marcata non accessibilità del sito, la inattendibilità delle informazioni turistico/culturali in esso contenute e la conseguente revisione completa (tuttora in corso e quindi non valutabile) del portale stesso.
Questi i fatti nudi e crudi ma dietro questa storia ci sono una serie di strascichi etici, politici e legali.
A suo tempo dal blog Scandalo italiano http://scandaloitaliano.wordpress.com/ venne lanciata una raccolta di firme per chiedere, in accordo con quanto (apparentemente) sancito dalla normativa detta “della trasparenza degli atti delle amministrazioni pubbliche”  la visione degli atti contrattuali relativi all’iter tecnico amministrativo del portale stesso: poiché era piuttosto forse il sospetto (confermato dallo stato di fatto del sito appena questo venne reso pubblico) che le prescrizioni volute dalla legge Stanca non fossero state né rispettate né, forse, inserite nello stesso atto contrattuale, come la legge peraltro prevederebbe a pena di nullità del contratto. La potenza degli autori del prodotto (l’IBM in carne ed ossa) dovrebbe far escludere superficialità o peggio ancora incompetenza tecnica.
Comunque sia la richiesta di accesso, che fu firmata da  più di 1500 persone, non venne accolta dalla Presidenza del Consiglio (responsabile del contratto) con motivazioni che l'avvocato Spallino (uno dei protagonisti e notissima figura nel mondo dell'accessibilità) smontò una per una.
Ma la storia si ripete e ora una richiesta di indagine conoscitiva (lettera indirizzata a Corte dei Conti, Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Commissione Europea, Procura Generale della Repubblica di Roma) è in corso di lancio. E probabilmente non sarà la sola perchè altre creature (parliamo sempre di decine e decine di milioni di euro) sono in incubazione.
Gli autorevoli destinatari di cui sopra riceveranno presto per raccomandata una lettera in cui si chiede l'apertura di "un'indagine conoscitiva seria, definitiva e chiarificatrice sulla vicenda e
sull'appalto europeo del portale nazionale del turismo italiano http://www.italia.it ".
Scrissi (senza alcun esito) ad una mailing list di informatici del MiBAC: " Mi rivolgo a voi come cittadini e come dipendenti pubblici che hanno tutto l'interesse a che l'assegnazione dei lavori e l'impiego del danaro sia congruo con i fini che l'amministrazione pubblica si prefigge.
La lettera è promossa dal blog The Million Portal Bay, ed è aperta alla libera sottoscrizione di tutti i cittadini. Se pensate che l'essere informati sul modo in cui la Pubblica Amministrazione spende
il denaro che date alla comunità col vostro lavoro quotidiano non sia un optional ma un vostro sacrosantissimo diritto, andate e firmate!" Vedi http://millionportalbay.wordpress.com/indagine-su-italiait/ .

Se dovessi dire che la categoria in questione abbia dato ascolto all’ingenuo tentativo di coinvolgimento direi certamente una grande, grandissima balla. Nel frattempo molti organi di informazione si sono interessati alla questione: da Famiglia Cristiana alla rubrica di Severgnini sul Corriere della Sera.  

Aggiornamento: Rutelli dice basta e nel mese di ottobre invia una relazione alla Corte dei Conti

Sintesi:  Sic stantibus rebus.


Culturaitalia
Culturaitalia l'attesissimo portale del MiBAC era stato (ripetutamente) annunciato a partire dal 2004 e la messa on line prevista prima per il mese di marzo, poi per il mese di aprile 2007. Nel mese di maggio però un inaspettato comunicato pubblicato sul sito http://www.otebac.it/  spostò la messa on line alla fine del 2007. "Il progetto CulturaItalia è in fase di collaudo e sarà online entro la fine del 2007".
Ora dirò pure (mi sia consentito, per cortesia, senza urlare alla lesa maestà o alla malafede!) che la storia dei rinvii giunta, per quanto concerne culturaitalia, alla terza puntata (marzo/aprile/dicembre/?) non lascia affatto tranquilli.
I precedenti sono a dir poco inquietanti. La storia di italia.it è fatta di rinvii … sino alla messa on line in condizioni politiche modificate rispetto a quelle che accompagnarono e favorirono la nascita del portale del turismo. Ma lo staff tecnico OTEBAC (apprezzato per le sue consulenze professionali ad hoc in numerosi uffici periferici del MiBAC) non dovrebbe lasciare spazio a sorprese ...
E’ questo un caso tipico in cui, per una serie di motivazioni più o meno confessabili, è meglio lasciar spazio alle parole contenute nelle fonte ufficiali (http://www.otebac.it/culturaitalia.html):
Cos'è CulturaItalia?
CulturaItalia è un sito web del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che si pone come punto di accesso integrato alle risorse culturali online, valorizzando il patrimonio culturale italiano diffuso sul territorio attraverso un sistema altamente tecnologico di ricerca e di indicizzazione basato su standard internazionali, che facilita l'individuazione e l'interconnessione delle risorse esistenti detenute dai vari attori. È uno strumento interdisciplinare che vede coinvolti tutti i settori del patrimonio culturale.
CulturaItalia, esperienza di avanguardia in Europa, nata con il contributo tecnico-scientifico della Scuola normale superiore di Pisa,  si fonda sulla cooperazione tra i principali attori istituzionali e privati dello scenario culturale italiano - in primo luogo regioni e università - e sull'integrazione tra musei, archivi, biblioteche e tutti gli altri settori del patrimonio culturale.
Il progetto CulturaItalia è in fase di collaudo e sarà online entro la fine del 2007.
Quali contenuti e quali servizi offre all'utente?
CulturaItalia offre la possibilità di esplorare i beni culturali italiani attraverso tre modalità:

  • diversi canali di accesso alle banche dati del Ministero per i beni e le attività culturali e delle istituzioni pubbliche e private che hanno già aderito o aderiranno in futuro al progetto;
  • contenuti redazionali di alto interesse culturale realizzati da una redazione qualificata a autorevole che elabora articoli di approfondimento, focus, percorsi e fornisce informazioni su eventi e novità;
  • guida alla consultazione di siti web selezionati e indicizzati.

L'utente potrà cercare le informazioni, oltre che tramite le tradizionali funzioni di ricerca semplice e avanzata, attraverso un indice che rimanda alle banche dati, articolato nelle voci "Chi", "Cosa", "Dove", "Quando", che permette di raffinare la ricerca attraverso liste di informazioni dettagliate sulla base di un percorso costruito dall'utente.
Su quali standard si basa
CulturaItalia promuove l'interoperabilità dei contenuti digitali garantendo l'integrazione, l'indipendenza e la fruibilità delle risorse culturali grazie a un'architettura di gestione basata su standard internazionali:

  • Dublin Core Metadata Initiative(DCMI) per l'interoperabilità dei metadati provenienti dai vari settori
  • OAI-PMH e HTTP per la distribuzione delle informazioni dalle banche dati al Portale
  • XML per la rappresentazione dei dati.

Grazie a questi standard CulturaItalia favorisce la classificazione e la ricerca dei metadati delle risorse gestite, rendendoli accessibili tramite indice, accesso tematico e accesso geografico.
Ovviamente (consentitemi anche questo) nella documentazione tecnica on line (dal sito del MiBAC non sono più accessibili i documenti relativi all'assegnazione dei lavori) nessun accenno è fatto ai costi del portale stesso, alle motivazioni del rinvio (quale necessità o inadempienza o ritardo ... ha generato il rinvio?). Un riferimento ai costi è rintracciabile solo in una pubblicazione del Ministero dedicata ad illustrare, su scala europea, progetti, risultati e successi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nel frattempo io quando sono andato (non per diletto) a Firenze per un seminario non ho potuto dormirci perchè la amministrazione non aveva e non ha soldi.  

Aggiornamento: Adesso che leggete il sito dovrebbe essere on line. Speriamo

Aggiornamento 2: ancora no.

Sintesi: Qua non stamo mica a pettinà 'e bambole (dal latino al romanesco...)


Tutto il cucuzzaro
Continuiamo, non ho mai smesso a dire il vero,  a parlare dei grandi e costosi progetti di portali web attualmente in giro. Progetti tutti tanto fantastici (secondo quanto dichiarato dai responsabili) quanto capaci di assorbire risorse quasi illimitate.  Il mondo dei beni culturali su questi campi non rimane certo indietro anzi, modestamente a parte, sa essere in prima fila.
Tanti soldi? Già ma quanto? Le cifre, in realtà sono avvolte nel mistero sia perché è difficilissimo trarre informazioni dirette sui costi di queste iniziative sia perché la nostra capacità di comprensione della realtà non ci permette (purtroppo) di afferrare compiutamente il significato delle cifre dibattute.
Cosa si potrebbe fare o cosa si fa con 20 milioni di euro oppure con 1 oppure con 100 mila?
Allora voglio compilare (ed aggiornare nel tempo ) una sorta di tabellina di riferimento che già pubblicata su http://informaticaapplicata.blogspot.com/ è ora consultabile attraverso il blog di questa rubrica http://internetperilrestauro.blogspot.com/ :
Cosa si può fare con:
1 euro
  • Acquistare un quotidiano, un cappuccino, uno degli oggetti “tutto a un euro”…
1 migliaio di euro
  • Salario medio operaio
100 mila euro

  • Casettina piccola piccola in piccolo paese
1 milione di euro

2 milioni di euro

  • Finanziamento erogato dalla Regione Lazio nel corso del 2006 agli oratori
2,5 milioni di euro

  • culturaitalia.it : il portale della cultura italiana del MIBAC (triennio 2004-7)
  • Progetto sperimentale in materia di conservazione e documentazione del patrimonio culturale (2,5 milioni ... da lista stanziamenti MiBAC 2007)
10 milioni di euro

  • La retribuzione annua di 641 tizi come me
  • Finanziamento per l’inizio della realizzazione del Centro per la documentazione e valorizzazione delle arti contemporanee (usualmente chiamato Maxxi).
  • Stanziamento erogato dall'allora ministro dell' innovazione tecnologica Stanca per favorire strumenti di democrazia elettronica
  • Cifra sborsata per l'acquisto del dominio porn.com
  • Stanziamento della Comunità Europea per l'emergenza siccità nel Corno d'Africa (giugno 2006)
  • Retribuzione annua di Francesco Totti (sino al 2010)
  • un fondo da ripartire per le esigenze correnti connesse con la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali, con una dotazione, per l'anno 2006, di 10 milioni di euro. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)
37 milioni di euro

45 milioni di euro

  • Influenza aviaria: sostegno al mercato avicolo. Decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali del 14 settembre 2006
  • Tsunami. Donazioni fatte dagli italiani attraverso le varie raccolte promosse da operatori di telefonia mobile, Telecom, Corsera, Tg5 e Rai
> 50 milioni di euro

  • Progetto “Nuovi Uffizi”  - include un sito web (lavori aggiudicati con un ribasso del 43%)
  • Liquidazione di Matteo Arpe da Capitalia dopo dissidio con Geronzi
  • Stipendi erogati dall’amministrazione del Senato della Repubblica per un anno
  • Interventi necessari alla realizzazione dell'area archeologica e monumentale del Circo Massimo e al recupero alla sua originale destinazione del Palazzo dei Musei di Roma sito in via dei Cerchi, al fine di ospitare la collezione Torlonia
  • Finanziamento Michael - Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe - PLUS Execution: triennio 2006/8
  • La retribuzione annua (netta) di 3.200 tizi come me ...
58 milioni di euro

  • Costo complessivo (presunto ed aggiornato) di italia.it 
68 milioni di euro

100 milioni di euro

  • Programma straordinario per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per la manutenzione del patrimonio immobiliare delle Ater del Lazio (cifra stanziata per il biennio 2006-7

200 milioni di euro

  • Recupero della Reggia di Venaria Reale, nei pressi di Torino. Progetto che ha impiegato 10 anni ed 800 persone impiegate nei 50 cantieri oltre a 100 progettisti e oltre 100 esperti tecnici e scientifici
  • Rimborsi elettorali annui per i partiti politici italiani (demagogia?)

1 miliardo di euro

  • Non riesco ad immaginarlo!

4,6 miliardi di euro

  • Il Ponte di Messina. Non riesco ad immaginarlo lo stesso!
  • La retribuzione annua (netta) di 308.000 tizi come me …

Chiunque volesse potrebbe mandarmi informazioni da inserire in questa onorevole tabella.

Sintesi: Pecunia non olet


Leggere la legge
C’è una legge approvata all’unanimità dagli organi legislativi della Repubblica Italiana che determina con  matematica precisione i requisiti di accessibilità di siti web pubblici (o di istituzioni al settore pubblico riconducibili). Una legge fortemente prescrittiva ma taluno ritiene (peraltro prendendo una  storica cantonata) per nulla sanzionatoria.
Avete capito? Qui cominciano i guai!
Ogni tanto vedo sorgere nel grande mare del restauro e della conservazione qualche sito nuovo dalle forme grafiche e dal layout aggiornate e piuttosto accattivante grondante di animazioni Flash e immagini da catalogo di design del XXI secolo. Poi, passata l’emozione cromatica e smaltita la sbornia del link autoreferenziato (da taluni siti NON si esce per non perdere la magia del prodotto e per poterlo gustare per intero, in particolare il link credits) verificando  con gli strumenti w3c o altri validatori ci sia accorge che ci troviamo di fronte a web design non accessibile. Ho trovato sino a 50 errori segnalati dal validatore w3c su alcune pagine presentate in cerimonie inzuppate in pasticcini e prelibati vini ...
Restauro esemplare, ricco sponsor (di solito banca & affini) tante informazioni e tanti nomi da mettere in mostra: un mix esplosivo!
La legge Stanca, il regolamento, e tutto quello che ci sta intorno (mi rifiuto di fornire ancora una volta il riferimento normativo…) NON sono limiti, ma sono risorse e sono comunque inderogabili. Chi lavora per il pubblico e chi lavora nel pubblico non può non tenerne conto.
La responsabilità ricade interamente sul dirigente che risponde personalmente ed in solido. Su questo la Stanca non ammette dubbi.

Sintesi: Ignorantia legis non excusat


Forum Restauro & Conservazione
I numeri non ammetterebbero alcun dubbio: non c’è nulla di simile in Italia ed i numeri sono oggettivamente particolarmente convincenti. Ne ho peraltro già parlato in precedenza, in termini sicuramente positivi.
Anche in questo caso sarà opportuno riportare la mission descritta nell’home page dell’Associazione:
L’associazione nasce nel gennaio 2007 per volontà di un gruppo di professionisti con diverse specializzazioni nell’ambito del restauro e della conservazione dei beni culturali, già moderatori del forum “Restauro e Conservazione” all’interno del sito tine.it
Abbiamo, con questa associazione, voluto formare un gruppo di gestione che condivida non solo le attività legate alla moderazione ma anche un sito web ed altre attività specifiche con obiettivi culturali che spaziano nell’ambito delle nostre professionalità: restauro architettonico e di superfici decorate, restauro della carta, restauro dipinti, restauro del legno, diagnostica e chimica per il restauro, informatica applicata ai beni culturali, museografia.

Il lavoro di moderatori ha infatti permesso di cogliere necessità e problematiche degli utenti alle quali l’associazione pensa di poter rispondere sia attraverso il sito, con accesso libero a tutti, sia con servizi aggiuntivi messi a disposizione degli operatori del settore e di chiunque voglia usufruirne.
Il cuore del sito, e quindi dell’associazione, è il forum.
Ogni argomento del forum è moderato da un professionista che lavora nel suo ambito di moderazione e che, quindi, possiede gli strumenti culturali per muoversi in quel campo; ricordiamo tuttavia che i moderatori sono soprattutto coloro che controllano che, all’interno della loro sezione, il dibattito si svolga correttamente e secondo le regole condivise e che non possono né vogliono essere figure capaci di rispondere ad ogni quesito. Il forum non è il luogo dove consulenti esperti danno risposte ai vari problemi ma vuole porsi come luogo di incontro e di dibattito, come luogo di scambio di informazioni e, soprattutto, come luogo di crescita culturale per i moderatori e per gli utenti.
Dalla home page del forum sono leggibili, senza ostacoli di sorta, tutte le statistiche relative al forum. Questi i dati letti una oscura notte di agosto 2007:
Argomenti totali: 34
Categorie totali: 10

Temi totali: 800
Messaggi totali: 4,858
Iscritti: 2,087Cos’è, quindi, che impedisce al forum ed all’associazione di decollare come sarebbe probabilmente giusto? Molti contatti, non c’è che dire, ma la sensazione che il dibattito non sia particolarmente vivo quanto, piuttosto, chiuso all’interno di stretti steccati tecnici.
Ovviamente queste parole sono da intendersi come esplicito invito ai soci fondatori ad intervenire nel prossimo numero della rubrica. J

Sintesi: see you asap.


Brandi nel web – 3
Non ve la prendete se ripeterò, in parte, quanto scritto sul numero 61 della rubrica.
L’ 8 aprile 2007 si sono compiuti cento anni dalla nascita di Cesare Brandi. Inutile aggiungere commenti e/o note critiche. Non spetta certo a me. Improprio anche qualsiasi riferimento al rapporto padre/figlio che l’Istituto Centrale per il Restauro ha nei confronti di Cesare Brandi che assieme a Giulio Carlo Argan inventò questa struttura pubblica ponendola da subito in un ruolo di riconosciuta leadership a livello certamente nazionale.
Al giorno d’oggi l’importanza (la popolarità?) di ciascuno di noi si misura secondo le tiranniche e indiscutibili leggi dei motori di ricerca che consentono di definire nel tempo l’evoluzione dell’indice di popolarità.
Una ricerca effettuata digitando il nome dell’attuale direttore dell’ICR attraverso Google (il motore di ricerca per definizione) restituiva un valore di 824 risultati mentre nel mese di agosto 2007 ne restituisce 1.170.
Digitando il nome di Giovanni Urbani risultavano ben 960 risultati (salvo poi scoprire l’esistenza di un Cardinale Giovanni Urbani) mentre oggi ne risultano 9.080 (cosa è accaduto?).
Digitando il nome di Cesare Brandi si produssero 33.400 risultati distribuiti tra Brandi teorico del restauro, scrittore, saggista, critico d’arte ed anche poeta. Oggi i risultati sono ben 65.000.
Non risultano, allo stato attuale delle conoscenze, omonimi. Peraltro bizzarro rilevare come i risultati restituiti siano numericamente gli stessi (65.800) se si digitasse il nome di Giulio Carlo Argan.
Ho ripetuto giusto per farmi e farvi male le ricerche che, nel numero 61, avevo citato:
Marco Parente, bravissimo ma misconosciuto cantautore scende da 123.000 risultati a 83.600 attuali. Non ho avuto il coraggio di digitare ancora il nome della Loredana Lecciso ma, in compenso  ho compiuto una nuova ricerca: Vittorio Sgarbi, nome completo Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi (assessore - quando scrivo quando l’affezionato lettore leggerà … chissà - alla cultura nella città di Milano) conta 383.000 risultati.
Quindi 6 Brandi (o 3 Argan e 3 Brandi) riescono a fare uno Sgarbi! Orrore!!!
E’ stato pubblicato il sito dell’Associazione Amici di Cesare Brandi prodotto onesto ma del quale sarebbe difficile tessere lodi. D’altra parte svolge sicuramente la funzione informativa per il quale è stato pensato, progettato e realizzato: essere strumento di comunicazione dell’Associazione.
Ma avevo annotato, sempre nel numero 61 della rubrica, Io continuerò a cercare questo sito o qualsiasi altra cosa dovesse nascere dedicata all’opera ed al pensiero di Cesare Brandi pronto, questo è il lato antipatico di chi faticosamente scribacchia questa rubrichetta, a rilevare imperfezioni … anche perché credo debba esistere coerenza tra materiali e struttura ….
Una piccola battutella finale me la permetterò. L’esangue sitarello che vede, invece, un robusto team di progettazione di professionisti dell’informatica (verifica del logo di “Sito validato dal w3c” relativo al sito del professionista in questione? Failed validation, Errors274) della comunicazione e dell’immagine e dello stile … risulta aggiornato (verifica agosto 2007) il mese di giugno 2006.

Sintesi: Io e Brandi eravamo come fratelli. A quel tempo tra gli storici d’arte non c’erano … Sgarbi. Giulio Carlo Argan (biglietto autografo inedito)


Dedica e sDedica
Tanto siete abituati alle mie inutili chiacchiere. Quindi ne aggiungerò altre anche nel prossimo numero. A meno che non chiediate a gran voce un bel rogo in Piazza Vittorio. Campo dè Fiori mi parrebbe già occupato e mi seccherebbe assai confrontarmi con il più blasonato ospite della piazza che guarda torvo verso il Vaticano. E poi temo non potrebbe esserci reale confronto e poi io dove dovrei guardare torvo?.
E poi vorrei fare dediche. Arriva sempre un momento della vita in cui si vuole farne. E poi non si desidera altro. E poi… Ne ho mai fatte? No! Allora me lo posso permettere! Bene quindi dedico … Accidenti è finito lo spazio!!

Sintesi: T'aggio voluto ... ma 'e vote tu distrattamente pienzi a me (ed io a te)


Kermes-La rivista del restauro
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pagina curata da Giancarlo Buzzanca   Pagina realizzata il 3 febbraio 2008 modificata il  3 febbraio 2008