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Internet per il restauro 62

Giancarlo Buzzanca

(estratto dalla rubrica pp.16-17)


Il mondo salvato dai ragazzini
Mi piange il cuore per quello che sto per dire e non me ne vogliano gli amici restauratori per una certa dose di crudele cattiveria che spargerò tra le righe … ( almeno cercherò di fare, sebbene non ne sia del tutto certo).
Il giorno 8 maggio ’06 ho visto al FORUM PA (cos'è? un progetto integrato di comunicazione che promuove un confronto diretto ed efficace tra Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, imprese e cittadini sul tema della qualità dei servizi e dell'efficienza dell'azione pubblica – così leggo nel sito. In parole povere una Fiera della Pubblica Amministrazione), all’interno dello stand del Ministero per i beni e le attività culturali, un piccolo drappello di pre-adolescenti (studenti di scuola media) armati di camice bianco, tutti intenti a interpretare il ruolo di restauratori mediante la realizzazione di un laboratorio dimostrativo delle tecniche di restauro da loro apprese e “messe in pratica” in un vero e proprio laboratorio di restauro realizzato presso la loro scuola. I ragazzi, sorvegliati amorevolmente da Alessandro Manzo e Lucia Vitolo due restauratori della Soprintendenza per i BAPPSAE di Salerno e Avellino, spiegavano (con competenza e convinzione) le fasi tecniche in cui si articola il loro lavoro dimostrando una certa competenza tecnica e proprietà di linguaggio. Ragazzi e restauratori erano assistiti dal funzionario responsabile dei restauri: dr. Angelina Montefusco e dal Coordinatore del progetto dr. Maria Pasca.
“Ma come si possono mettere opere d’arte nelle mani di poco più che bambini?” 
Già immagino lo sdegno… di coloro – pochi per fortuna – che interpretano la professione del restauro come fosse riservata ad una casta, una vera e propria corporazione cui l’accesso avviene esclusivamente per imposizione delle mani da parte di un officiante, preferibilmente, a sua volta, appartenente ad una delle chiese riconosciute. 
Chiarisco subito alcuni presupposti teorici in modo da non fornire il pretesto per uno scandalo fuori luogo: il restauro è opera di alta specializzazione ed è applicazione pratica, secondo lo schema brandiano, di valutazioni e giudizi critici sull’opera d’arte, le sue condizioni materiali, il suo contenuto formale . La direzione del restauro compete, è ovvio, allo specialista e mettere le mani sull’opera d’arte non può essere concesso a chi non sia tecnicamente e scientificamente preparato. 
Ma tutto questo esclude forse che adolescenti possano prendere diretto contatto con la materia stessa costituente l’opera d’arte ed impadronirsi (secondo quanto concesso dalla maturità acquisita e raggiunta) delle tecniche e delle problematiche sottese ad ogni intervento di restauro? Si tratta peraltro di interventi di non elevatissima difficoltà tecnica che traggono particolare valore dall’essere eseguiti su alcuni oggetti simbolo del paese in cui la scuola si trova.
L’intervento di restauro diviene così occasione di “riconoscimento dell’opera d’arte al di là del valore simbolico e devozionale attribuitogli dalla comunità locale.
Ma sarebbe interessante sapere, per tornare ai ragazzini, quanti di loro abbiano intrapreso la professione di conservatore visto che il laboratorio è attivo da 5 anni?
Il Laboratorio fa parte del progetto “Genius Loci” (http://www.ingenioloci.it/) che “nasce all’interno della Soprintendenza per i BAPPSAE di Salerno e Avellino, ove un gruppo di lavoro diretto dalla dott.ssa Maria Pasca, opera sinergicamente con enti, istituti scolastici e associazioni per delineare percorsi formativi e itinerari tematici volti alla riscoperta del patrimonio artistico - culturale del territorio. 
Il desiderio che muove il progetto è quello di far emergere e valorizzare tutte le peculiarità che caratterizzano il territorio e ciascuno dei microcosmi umani in esso esistenti. (per l’appunto…) 
I nostri obiettivi 
* la conoscenza degli elementi costitutivi del territorio e la consapevolezza dell’identità culturale per un adeguato contributo alla formazione di una coscienza europea 
* individuazione di professionalità ed abilità artigiane compatibili con lo sviluppo sostenibile del territorio
* elaborazione di strumenti di comunicazione rivolti al vasto pubblico. Ciascun luogo e ciascun gruppo ha un Genius Loci che può diventare il simbolo che dà carattere, coesione e “spirito” a quel luogo e a quel gruppo. Il Genius Loci cerca di mantenere un equilibrio congeniale tra gli elementi naturali e le culture, rappresentazioni molteplici dell’essere. Al contrario, si irrita se le caratteristiche e l’armonia vengono modificate da azioni o gesti estranei alla sua identità. 
Il Laboratorio di restauro “Se faccio capisco"è una delle attività del progetto.
Il motto dei Laboratori Didattici, altro non è che la conclusione di un dato di fatto: “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo…” e appunto “se faccio capisco”.
Partendo da quest’assunto è nato il progetto dei due Laboratori, basato su un contatto diretto tra i ragazzi e l’arte allo stato puro.
(…)
Fino ad ora i ragazzi (…) sono stati protagonisti della realizzazione di affreschi, dipinti su tela e su tavola secondo le tecniche illustrate da Cennino Cennini.
Gli allievi della Scuola Media Statale “Carducci - Trezza” di Cava de’ Tirreni (SA) e quelli dell’Istituto Comprensivo di Controne (SA) hanno assistito, partecipando, ad un’autentica opera di restauro di antichi capolavori artistici.
(…) La speranza è quella di imprimervi un profondo rispetto per l’arte, durevole nel corso del loro iter personale e professionale, qualunque esso sia".

Il sito del progetto descrive bene queste attività. Completano l’informazione 3 agili volumetti “Quaderni del restauro” ed un quarto libello dedicato al Laboratorio didattico relativo all’affresco.
I libretti in questione erano disponibili presso il Forum e purtroppo non in distribuzione se non richiedendoli (credo) direttamente alla  locale Soprintendenza,


Musei e soprintendenze
Per sua cattiva sorte mi capita sotto il mouse il sito (http://www.mediatres.com/
La home page del sito dice: Media Tres, società informatica, raggruppa professionalità qualificate nei settori delle tecnologie informatiche, dell'industrial design e della comunicazione culturale. Siamo produttori di una linea di "Kiosk Telematici" dalle funzioni innovative per luoghi di fruizione informativa, turistica, culturale e commerciale.

Cosa offre il sito? Individua varie categorie e tra queste Musei e Soprintendenze per proporre:
* Allestimenti museali, con punti informativi con sistema di monitor touch screen.
* Progetti multimediali per la promozione culturale e scientifica.
* Ricostruzione di siti archeologici e reperti con modellivirtuali.
* Presentazioni e cataloghi (cartacei e multimediali). 
* Progettazione e realizzazione Siti Internet.
* Fotorilievo di facciate di edifici, mosaici, reperti...
* Tracciamento vettoriale di foto e disegni.
* Archiviazione su Cd-Rom di dati, immagini e filmati.
Nulla di personale contro i professionisti che operano in questa società. Il discorso potrebbe essere applicato a mille altre società che si propongono analoghe finalità…
Auspico che quanto prodotto dal progetto Minerva “Museo&Web” (Kit di progettazione di un sito di qualità per un museo medio-piccolo) (http://www.minervaeurope.org/structure/workinggroups/userneeds/prototipo/index.html) possa sposarsi con queste soluzioni grafiche e riattarle alle caratteristiche imposte dalle leggi vigenti in materia di accessibilità e alle regole dell’usabilità.
D’altra parte la dicotomia bello/utile o forma/funzione mi pare non sia affatto nuova. Nuova è la maniera di affrontare il problema che prevede, allo stato attuale, una forma di radicalizzazione delle posizioni. Io, per inciso, vengo collocato (da parte di altri) all’area dei talebani (i "talebani del codice", sito accessibile = sito solo testo, con grafica povera). Ma invece non è così. Sebbene nel primo numero di questa rubrica citai come esempio di sito perfetto quello di Conservation on line (http://palimpsest.stanford.edu/) che per l’appunto è solo testo…. ma con qualità di contenuti notevole.


Lombardia Beni Culturali
Il sito Lombardia Beni Culturali (http://lbc.unipv.it) consente l'accesso ai dati descrittivi e alle immagini di una selezione di beni del patrimonio culturale lombardo
I dati pubblicati sul sito Lombardia Beni Culturali provengono dal SIRBeC - Sistema Informativo dei Beni Culturali della Regione Lombardia.
SIRBeC è il sistema di catalogazione del patrimonio culturale lombardo diffuso sul territorio o conservato all'interno di musei, raccolte e altre istituzioni culturali.
All'interno di SIRBeC risiedono le catalogazioni delle seguenti tipologie di beni:
* Opere e oggetti d'arte: dipinti, disegni, sculture, arredi di culto e suppellettile liturgica, mobilia, tessuti;
* Architetture: edifici e manufatti monumentali, edifici di culto, architettura rurale di interesse storico, edifici pubblici di pregio;
* Reperti archeologici: ceramiche, monete, oreficeria, epigrafi, glittica, mosaici, vetri, monete, armi;
* Stampe e matrici d'incisione: stampe e matrici di rilevanza storico-artistica;
* Fotografie: fondi fotografici di interesse artistico, storico, documentario;
* Beni demoetnoantropologici: strumenti e attrezzi da lavoro, oggetti di uso domestico e personale, arte popolare, giocattoli, ecc.;
Ogni bene viene descritto attraverso una serie di informazioni riguardanti: la tipologia, la materia e la tecnica di realizzazione, la denominazione, l'autore, l'ubicazione, il periodo di realizzazione. Le caratteristiche descrittive variano a seconda della tipologia dei beni e alle descrizioni sono associate una o più immagini.
La catalogazione è affidata a storici dell'arte e specialisti delle singole discipline adeguatamente formati sugli standard catalografici e addestrati all'uso dei software di catalogazione.
Sito molto, molto interessante su cui converrà tornare in seguito con maggior dettaglio. Intanto invito i (pochi) lettori della rubrica a visitarlo e farsene un’idea. Interessante, per ora, spendere quattro parole su chi il sito ha tecnicamente realizzato ovvero la società Codex (http://codexcoop.it/ ). E’ una società cooperativa di esperti in informatica con formazione umanistica che progetta e realizza applicazioni informatiche nel campo dei Beni Culturali, prediligendo l'utilizzo di software libero. 
“Alla competenza tecnica uniamo una particolare attenzione alle esigenze scientifiche ed editoriali dei settori storico, archivistico e letterario. La ricerca di essenzialità e chiarezza nella comunicazione ci porta a privilegiare realizzazioni sobrie e rigorose, curate in ogni dettaglio con dedizione artigianale.”
Nella home page una affermazione: “Studiamo il passato, progettiamo il futuro”. 
Bene, bene. Anche per loro è prevista una nuova sessione di commenti!


Kermes-La rivista del restauro
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pagina curata da Giancarlo Buzzanca   Pagina realizzata il 26 luglio 2006 modificata il  26 luglio 2006
(grazie per le correzioni)