Internet per il restauro 58
(estratto dalla rubrica pp.16-17)
Internet Culturale
Talvolta, anche in questa rubrica, ci si sbizzarrisce in (apparentemente) fumosi discorsi circa i nomi dei siti, la capacità di individuare nomi e loghi auto-dichiaranti e le strategie comunicative messe in atto per diffondere contenuti culturali. Altre volte non ci è d’aiuto nessuno di questi ragionamenti perché quando ci siamo trovati di fronte il sito denominato Internet Culturale abbiamo sentito come spazzato via ogni qualsiasi altro discorso. Un marchio assoluto tant’è che si potrebbe pensare che ci si prepari a vedere scendere in campo una versione nuova del sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in una nuova facies che “impropriamente” sembrerebbe voler assumere un ruolo di attore unico: internet culturale cui si dovrebbe giustapporre, logicamente, un internet non culturale. Facezie a parte "Internet Culturale"è il portale realizzato nell'ambito del progetto "La Biblioteca Digitale Italiana ed il Network Turistico Culturale" (BDI&NTC) della Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC). Il sito è caratterizzato da una doppia url di accesso: http://www.internetculturale.sbn.it oppure http://www.internetculturale.it . Il dominio di primo livello è stato registrato dall’allora responsabile dell’ICCU ma il presentarsi anche come sotto-dominio del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), una tra le più solide e antiche reti culturale in Italia, garantisce sulla qualità intrinseca e complessiva del prodotto. La presentazione del portale è avvenuta il 22 marzo scorso ad opera dell’allora ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, e dal ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca (i comunicati stampa dei due ministeri coinvolti nella presentazione e nel finanziamento del progetto si trovano su http://www.innovazione.gov.it/ita/comunicati/2005_03_22.shtml e http://www.culturalweb.it/articles/detail.aspx?id=8a8f2a4b-fbed-4095-ba18-b9c487e98909 ). Internet culturale è stato finanziato con ben 37,3 milioni di euro, di cui 7,1 milioni stanziati dal Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione e 30,2 dal Ministro per i Beni e le attività Culturali. Realizzato con il coordinamento scientifico dell'ICCU (Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane), punto d'accesso alle banche dati del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), Internet Culturale integra progetti in corso di realizzazione (Biblioteca Digitale Italiana) o già realizzati (programma Mediateca) dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del MiBAC e si avvale della collaborazione di alcuni centri di eccellenza quali l'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, il Dipartimento di Italianistica e Spettacolo dell'Università La Sapienza di Roma e la Casa della Musica del Comune di Parma. La realizzazione del software è stata affidata alla Finsiel (che già curava l’ SBN) e all’IBM.
Internet Culturale permette all'utente di accedere ai cataloghi della rete del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), di ricercare i contenuti e le collezioni digitali possedute dagli istituti culturali italiani e fornisce al viaggiatore della rete la possibilità di navigare attraverso percorsi appositamente costruiti con l'ausilio di tecnologie all'avanguardia. "Nell'epoca di internet - dichiarò il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani (la presentazione è avvenuta poco prima del cambio di Ministro)- se vogliamo mantenere e trasmettere la nostra forte identità culturale, dobbiamo far crescere portali come Internet culturale. Internet culturale consentirà all'Italia di diffondere il sapere di 1.500 testi della letteratura classica italiana appartenenti alla prestigiosa collana Scrittori d'Italia voluta da Benedetto Croce ed edita da Laterza, più di 30.000 documenti fra antiche carte geografiche, manoscritti, spartiti musicali e cataloghi manoscritti e inoltre 15.000.000 di record bibliografici del Sistema Bibliotecario Nazionale. In una concezione moderna della fruizione culturale, abbiamo anche pensato di inserire in questo portale percorsi culturali, mostre e visite in 3D ai luoghi della cultura. Non è un caso dunque che questo portale faccia parte del Network Turistico Culturale che sarà la vera svolta per il rilancio del turismo italiano, poiché oggi, e sempre più domani, chi sceglie di viaggiare lo fa consultando internet. Internet culturale rappresenta pertanto un viaggio nell'offerta culturale italiana, di cui c'era bisogno per valorizzare questo patrimonio artistico nazionale, renderlo più aperto e quindi democratico e anche per evitare che le frequenti consultazioni per motivi di studio portino all'usura di antichi documenti". La cifra messa a disposizione, assolutamente inedita nel nostro settore, l’impegno che affonda le sue radici nel SBN, realtà consolidata ed affermata, obbligano ad un giudizio articolato nel tempo ed il più circostanziato possibile. Quindi anche questo sito verrà monitorato e raccontato nei prossimi numeri della rubrica. In particolare i percorsi tridimensionali nei luoghi della cultura stuzzicano l’immaginazione e molte riflessioni sull’uso di internet e sulle potenzialità del web, così come sulla accessibilità tecnica (hardware – software - larghezza di banda) dell’offerta internet culturale. A questo proposito occorre rivolgere ai responsabili tecnici dell’operazione un quesito. Lo Studio sulle linee guida recanti i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità e le metodologie tecniche per la verifica dell'accessibilità [Legge 4 del 2004, art. 11, comma 1, lettere a) e b)], Versione 3 - Dicembre 2004 ( http://www.pubbliaccesso.gov.it/biblioteca/documentazione/studio_lineeguida/index.htm ) afferma, al Requisito n. 2 che non è consentito l'uso dei frame nella realizzazione di nuovi siti. In sede di prima applicazione, per i siti esistenti già realizzati con frame, è consentito l'uso di HTML 4.01 o XHTML 1.0 con DTD frameset, ma con alcune avvertenze che sono indicate nel testo dello studio. Lo studio, ricordo, è l’applicazione della legge citata che è la “legge Stanca” che garantisce l’accesso alle risorse digitali. Non c’è solo accessibilità ma anche usabilità. Dal punto di vista dell’usabilità non è possibile accedere alle risorse del sito se non dall’home page proprio perché la struttura a frames mantiene immutabile il “titolo della pagina”. Non è possibile, quindi proporre, dall’esterno, link a specifiche pagine del sito. Ora, senza entrare nella polemica relativa ai “deep link”, occorre riconoscere che la struttura complessa del sito riesce difficilmente gestibile mediante una porta di accesso unica. Portale si ma con unica porta di accesso. Stupisce decisamente che, considerato l’impegno economico, le società coinvolte, i nomi messi in campo, la cura relativa ad una architettura decentrata che si appoggia di una molteplicità di archivi e data-base che interagiscono tra di loro, alcuni aspetti elementari della comunicazione (un sito ha, evidentemente, un pubblico che a sua volta ha delle particolari e peraltro certamente non misteriose, anche perché definite da leggi, regolamenti, studi, esigenze) siano risolti in maniera tecnicistica, ovvero secondo lo schema tecnico maggiormente funzionale all’architettura del portale stesso. E’ un tema che potremmo riprendere in futuro anche, magari, accogliendo una spiegazione a proposito da parte di chi vorrà fornircela. Non è possibile comunque dimenticare il vero punto centrale e fondante dell’intero progetto “Internet Culturale”: le informazioni vengono scambiate sulla base di standard digitali comuni come classificazione, accesso e gestione dell’informazione. Questi temi sono, peraltro, gli stessi che animano il progetto europeo Michael (Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe) http://www.michael-culture.org (attuali partner provengono da Italia, Francia e Gran Bretagna) del quale speriamo di poterci occupare quanto prima se non sfidati e battuti a mortale duello da parte di chi dovesse (purtroppo erroneamente) sentirsi offeso dalla presentazione del portalone ….
Ricostruendo la Cattedrale di Noto
Nella home page del sito del MiBAC (che rappresenta il nostro pane quotidiano), nella sezione restauri, si trova un link verso il sito http://www.cattedraledinoto.it/ che riporta tutte le informazioni sul restauro, la storia, il progetto e il cantiere della Cattedrale di Noto. Ometterò considerazioni specifiche sullo stile e sul contenuto (abbastanza scarso, peraltro) del sito per concentrarmi, invece, sul tema dell’accessibilità del sito: è un sito sviluppato interamente (ed esclusivamente) in Flash. Un sito contro-corrente rispetto a quanto sancito dalla stracitata Legge n. 4 del 9 gennaio 2004 Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici (G.U. n. 13 del 17 gennaio 2004) e successivo regolamento di esecuzione e che prescriverebbe, tra l’altro, la nullità dei contratti stipulati per la creazione e/o la modifica dei siti delle amministrazioni pubbliche se questi siti non sono eseguiti in ottemperanza a quanto determinato dalla legge stessa. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha prodotto, nell’ambito del progetto Minerva, un manuale per la definizione dei criteri di qualità dei siti web culturali pubblici. Ma ovviamente questo manuale, giunto alla sua seconda edizione, non pretende di essere la “bibbia” dei progettisti di applicazioni web che, peraltro, sembrano talvolta viaggiare in dimensioni e direzioni diverse (come già detto e ridetto spesso prevale la logica brochure pubblicitaria) da quelle che sono loro richieste dalla amministrazione pubblica o da chi, comunque, lavora per essa.
Tesi di Laurea Restauro On Line
La richiesta di fonti informative valide e attendibili nel web è una necessità acuta e sempre presente. Impieghiamo, direi con eufemismo, molto, ma molto tempo navigando nel web come cavernicoli alla ricerca del cibo. Ma a differenza dei cavernicoli forse un pochino più scaltri ed avveduti rispetto alle insidie del gran mare del web. Così avviene che ci si imbatta in “Tesi di Laurea Restauro On Line” http://sul.altervista.org/Tesi-di-Laurea-Restauro-On-Line.html ed appena collegatisi alla pagina si venga “sorpresi” dalla automatica (tranquilli, l’ho immediatamente bloccata) partenza di un file eseguibile: il classico dialer (programmino che reindirizza la connessione secondo propri parametri solitamente verso numeri di telefono esteri a dal costo comunque elevatissimo). In fondo alla pagina, secondo il classico stile “lo devo dire ma te lo dico … piccolo, piccolo e in un angolino” si legge “La connessione non è gratis: leggi le condizioni sulla finestra di collegamento”. A questo punto si chiude la pagina e si rimane con la non irresistibile curiosità di sapere quali tesi di restauro contenesse mai questo sito. Ma a qualcuno dei lettori è capitato di attivare queste connessioni a “salatissimo” pagamento?
Battuta finale
Da qualche numero capita raramente di rilevare esperienze e fatti positivi e troppo spesso capita, sia pure in buona fede, di compiere delle stroncature. Potrebbe essere causato da una tempestosa esistenza (che porta poi, per l’insoddisfazione, a prendersela con il mondo intero) oppure cos'altro?
Kermes-La rivista del restauro
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