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Internet per il restauro 56

Luciana Bordoni Giancarlo Buzzanca

(estratto dalla rubrica pp.14-15)


I migliori siti …. secondo Labitalia

Come sua buona abitudine la rivista Labitalia pubblica una classifica relativa ai “migliori siti italiani” distinguendo i siti per diverse categorie ( http://www.labitaliaonline.it/lab/classifiche/s_000000014.htm ). La classifica dei migliori siti dei Ministeri vede costantemente tra le prime posizioni (secondo il giudizio della giuria di esperti della rivista) il sito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali valutato positivamente, in particolare, per la quantità dei contenuti. La quantità… e, aggiungiamo noi, anche una piccola rendita di posizione per la quale i contenuti di un sito dedicato essenzialmente alla cultura risultano, al giudizio comune di molto più attraenti ed interessanti di quanto viene solitamente proposto, ad esempio, da un Ministero della Giustizia o dal Ministero delle Finanze sebbene, ad onor del vero, occorre notare come la navigabilità e la chiarezza dei contenuti vengano indicati come gli aspetti meno brillanti del sito del MiBAC... Complessivamente il gruppo “Ministeri” non ha valutazioni particolarmente elevate. Se poniamo l’attenzione alla classifica relativa ai “Trenta migliori siti dei musei” possiamo vedere che questi hanno, in generale, punteggi attribuiti più elevati rispetto al gruppo “Ministeri”, tant’è che il sito del MiBAC si collocherebbe, dal secondo posto in cui si trova, al quindicesimo posto se fosse, per ventura, inserito tra i musei. Cosa vuol dire “maggiore qualità”? “La valutazione mensile dei siti – si legge nel sito Labitalia alla pagina http://www.labitaliaonline.it/lab/classifiche/s_000000014.htm  - è costruita a partire da alcuni parametri di giudizio fissi. Parametri che riguardano la quantità, la qualità, la fruibilità, l'aggiornamento e la comprensibilità dei contenuti forniti dal sito. La semplicità di navigazione, valutata principalmente attraverso la presenza e la qualità delle utilità di navigazione – come le funzioni interne di ricerca e la mappa, per esempio – e il numero di clic per raggiungere l'informazione cercata. La grafica, intesa anche come funzionale alla navigazione (senza tralasciare l'aspetto estetico). E, soprattutto, il grado di interattività con l'utente (contatti, Urp, spazi aperti, sondaggi, servizi online, possibilità di scaricare moduli eccetera). Per ogni variabile assegniamo un punteggio che viene poi organizzato in una media ponderata. A fianco di questi termini di valutazione generali, LabItalia utilizza per le diverse categorie altri criteri specifici. Nel caso dei musei abbiamo ritenuto caratteristica la valorizzazione anche sul web del patrimonio posseduto, con la visita virtuale delle sale o la possibilità di visualizzare le opere con immagini di buona qualità, per esempio. E ancora la presenza di sistemi di prenotazione online per visite o l'acquisto di biglietti.” Di qualità, in questa rubrica, si è trattato spessissimo. Qualità che discende, essenzialmente dalle definizioni espresse dal Manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali realizzato dal gruppo di lavoro italiano del progetto Minerva "Identificazione dei bisogni degli utenti e dei criteri di qualità per un accesso comune" ( http://www.minervaeurope.org/publications/qualitycriteria-i.htm  ) manuale cui si rinvia per evitare di essere troppo noiosamente “monotematici”. La valutazione di Labitalia risulta, comunque, abbastanza indicativa di tendenze in atto, di quali siano gli elementi essenziali comunemente ritenuti “di qualità” ed è comunque interessante verificare che qualità dei contenuti e forma grafica dei siti dei Ministeri siano valutati in maniera non esaltante rispetto ai siti dei Musei (sia pubblici che privati). Proprio per capire meglio quali siano le “qualità” che si preferisce mettere in mostra prenderemo in considerazione, nei prossimi numeri, alcuni dei siti nati per descrivere particolari eventi, nel mondo dei beni culturali, in particolare quelli che sono stati realizzati e continuano ad essere realizzati in occasione di particolari progetti di restauro, quelli, per intenderci, super-sponsorizzati e quindi anche super-documentati. Sono, in altre parole, quei restauri su cui si concentrano i mass media (scoperta mirabolante di tecniche di lavorazione, di parti di affresco precedentemente ritenute perdute, oppure ancora grande pittore riscoperto, ecc… ecc …) e che, ormai è una prassi consolidata, dispongono di un sito “ad hoc”.


Come sarebbe bello…. 

L’American Institute of Conservation (AIC) ha lanciato una richiesta di contributi (call for paper) per l’annuale convegno (ben il trentatreesimo) che si terrà a Minneapolis tra l’8 ed il 13 giugno 2005 ( http://aic.stanford.edu/meetings/index.html ) . Il convegno avrà come focus il tema della documentazione “Documentation dilemma: managing conservation data in the 21st Century”. I vari aspetti della documentazione che si conta di indagare nel corso del convegno sono: * la storia della documentazione per la conservazione * aspetti legali ed etici della conservazione; * i meccanismi della documentazione; * l’uso della documentazione nella pianificazione e nella conduzione dei trattamenti conservativi; La accessibilità nel tempo del documento digitale (long term accessibility) e la conservazione fisica della documentazione (dove, come, in quale formato) sono temi espressamente indicati nella presentazione del convegno. Nella stessa presentazione si nota come l'avvento della documentazione digitale (intesa a partire dai database sino alla documentazione grafica digitalizzata) ha modificato definitivamente il processo di documentazione. Su questa consapevolezza sarebbe opportuno ragionare in modo tale da evitare di continuare a riproporre documentazioni "apparentemente" digitale che altro non sono che la copia elettronica della consueta documentazione conservativa. E' anche questo un tema dibattuto (non senza una opportuna dose di provocazione) spesso sia in questa rubrica che nelle pagine di questa rivista. Ed è questo un tema che, inevitabilmente, ci vede pronti a discutere ed anche polemizzare… Proprio per questo il filo conduttore del programma del convegno di Minneapolis sembra essere veramente stimolante. Attendiamo con ansia la definizione del programma degli interventi. Dispiace solo un pochino che analoghe iniziative non vengano lanciate (per quanto ne sappiamo) dalle parti nostre. Questo “grido di dolore” è lanciato sia nei confronti dell’amministrazione pubblica che delle associazioni dei restauratori. Nel web, specie per quanto concerne la creazione, la gestione e la conservazione della documentazione digitale, non c’è quasi nulla a parte alcune pagine dell’ ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Conservazione) che indicano standard di “confezionamento” del dato digitale. Un paio di anni or sono venne organizzato proprio da Kermes a Ferrara un incontro tecnico sul tema del web per la conservazione e e sulla conservazione del web. Ma non è abbastanza. Allora… noi ci consideriamo già in fila per assistere ad un futuro incontro sul tema della documentazione digitale e delle sua conservazione … vorremmo sapere solo quando, con chi e dove. Aspettiamo fiduciosi quest’informazione … e non mancate di invitarci, per cortesia!!


Progetto SCULPTEUR

Con un consorzio di 10 partner internazionali, dal Regno Unito,  alla Francia e  all’Italia, e con i maggiori musei europei  come partner,  tra cui la National Gallery, gli Uffizi, il Louvre, il Victoria & Albert Museum e il Museo di Cherbourg, il progetto SCULPTEUR focalizza sull’utilizzo delle nuove tecnologie  digitali per l'editoria elettronica  (per esempio i Web Services e l’XML) e degli Standard di Interoperabilità (es. Z39.50 dalla Biblioteca del Congresso USA, per quanto concerne gli archivi digitali, e SCORM, dalla NATO, per l’eLearning) per automatizzare l’accesso  on line agli archivi di rilevante valore culturale presenti in musei e biblioteche  per la costruzione di ambienti interattivi di apprendimento da utilizzare in piattaforme eLearning standard. Gli ultimi sviluppi del progetto SCULPTEUR, presentati a Salisburgo alla Conferenza eCulture Horizons (http://eculture.salzburgresearch.at/eng/programme.html) mostrano quali importanti risultati si possono avere dall’utilizzo della simulazione 3D nei settori della formazione e dell’insegnamento on line per i Beni Culturali. Per chi volesse assistere ad una sessione dimostrativa del “museo virtuale” di SCULPTEUR può visitare il sito: http://www.sculpteurweb.org/html/VirtualMuseum/VAM_ArtDecoGallery.wrl   


Progetto AUTHENTIC

Un gruppo di ricercatori del dipartimento di Computer Science di Maastricht in Olanda, ha sviluppato un sistema che facilita l’autenticazione delle opere d’arte. I recenti sviluppi delle tecniche di intelligenza artificiale, in particolar modo nel settore del riconoscimento delle immagini e in quello dell’apprendimento, consentono di sviluppare dei validi strumenti di supporto al lavoro degli esperti d’arte. Authentic ( http://www.cs.unimaas.nl/i.berezhnoy/index.htm ) analizza le immagini digitali di capolavori riconosciuti come opere di insigni pittori, secondo caratteristiche quali il contrasto cromatico, la struttura della tela e le pennellate. Gli elementi più coerenti vengono raggruppati mentre vengono segnalate le anomalie e avanzate delle ipotesi sull’autenticità dell’opera. Authentic è riuscito a distinguere dipinti di van Gogh, Cézanne e Gauguin con una precisione del 95%. L’ultima ricerca, che si sta portando avanti in collaborazione con gli esperti del Museo van Gogh di Amsterdam, riguarda l’uso di colori complementari da parte di van Gogh. Eric Postma, responsabile del progetto, afferma che la validità di Authentic risiede soprattutto sulla interazione fra gli esperti d’arte e di computer science.


Workshop Interazione e Comunicazione Visuale nei Beni Culturali

L’evento tenutosi a Perugia il 15 settembre 2004 nell’ambito del 9° Convegno dell’ Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale ha costituito, anche questa volta, uno stimolante momento di incontro fra esperti di professionalità diverse. I lavori presentati hanno riguardato principalmente l’utilizzo di tecnologie informatiche avanzate per la realizzazione di sistemi per il ritrovamento di immagini in database artistici, per la visita virtuale in contesti archeologici e museali, per la ricostruzione 3D di opere pittoriche, per l’archiviazione e ricerca di testi di epoca classica. Tra i lavori presenti nella sessione “demo” ha suscitato un notevole interesse il filmato sulle fasi di restauro compiute per il “Cielo” d’argento, opera facente parte del complesso decorativo degli apparati argentei della tomba di San Nicola a Bari. I lavori completi possono essere consultati presso il sito: http://studi131.casaccia.enea.it/enea/aiia/perugia2004/perugia2004.htm 


Kermes-La rivista del restauro
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