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Internet per il restauro 54

Luciana Bordoni Giancarlo Buzzanca

(estratto dalla rubrica pp.14-15)

Ancora sulla qualità

Questa rubrica si è proposta dal primo numero la funzione di un vero e proprio osservatorio. Questo significa attenzione alle realtà esistenti ma ancora maggiore attenzione alla loro vita.

Non basta costruire ma occorre mantenere. Ricordiamo di avere segnalato siti lanciati in gran spolvero ma che, dopo la loro inaugurazione, non hanno aggiornato nemmeno una pagina ed oggi risultano tristi relitti sacrificati alla ambizione sponsor di turno. Ma è inutile ritornare su questi perché una delle regole d’oro del web è che l’utente compie, da solo, una naturale valutazione sull’affidabilità del sito che visita e, sempre da solo, decide se vale la pena ritornare su questo.

E’ evidente che la progettazione, realizzazione, gestione e manutenzione di un sito web “culturale” debba rispettare alcune elementari regole di qualità che, nel corso della Conferenza “Quality for Cultural Web Sites: Online Cultural Heritage for Research, Education and Cultural Tourism Communities” tenutasi a Parma tra il 20 ed il 21 November 2003 (http://www.minervaeurope.org/events/parma/parmamaterials.htm) sono stati sinteticamente così definiti:

  • trasparente
  • efficace
  • mantenuto
  • accessibile
  • centrato sull'utente
  • reattivo
  • multilingue
  • interoperabile
  • gestito
  • conservato.

Si riporta l’intero documento (comunque disponibili all’URL http://www.minervaeurope.org/structure/workinggroups/userneeds/documents/cwqp-i.htm  )


Principi per la qualità di un sito Web *

Un sito Web culturale di qualità celebra la diversità culturale europea fornendo l'accesso a tutti i contenuti culturali digitali.

Un sito Web di qualità deve:

  • essere trasparente, definendo chiaramente sia l'identità e gli obiettivi del sito Web sia l'organismo responsabile della sua gestione;
  • selezionare, digitalizzare, indicizzare, presentare e controllare i contenuti per creare un sito Web efficace per tutti gli utenti;
  • implementare linee guida per le politiche di qualità del servizio per assicurare che il sito Web venga adeguatamente mantenuto e aggiornato;
  • essere accessibile a tutti gli utenti, indipendentemente dalla tecnologie utilizzata o dalle loro disabilità, inclusi gli strumenti di navigazione, il contenuto e gli elementi interattivi;
  • essere centrato sull'utente, tenendo conto delle sue esigenze, garantendo pertinenza della risposta e facilità d'uso attraverso meccanismi di valutazione e feedback;
  • essere reattivo, consentendo agli utenti di contattare il sito e ricevere un'adeguata risposta. Se necessario, incoraggiare i quesiti, la condivisione dei dati e la discussione con e tra gli utenti;
  • essere consapevoli dell'importanza del multilinguismo fornendo un livello minimo di accesso in più di una lingua;
  • impegnarsi a essere interoperabile all'interno delle reti culturali per consentire agli utenti di localizzare facilmente i contenuti e i servizi che rispondono alle loro necessità;
  • essere gestito nel rispetto delle norme legali come il diritto di proprietà intellettuale e la riservatezza e indicare chiaramente i termini e le condizioni di utilizzo del sito Web e dei suoi contenuti;
  • adottare strategie e standard per assicurare che il sito Web e i suoi contenuti vengano conservati a lungo termine

La manutenzione, l’accessibilità, la conservazione dei contenuti e l’essere centrato sull’utente sono stati i punti di riferimento costante per i contenuti di questa rubrica. E su questi stessi temi, nei numeri a venire, verrà compiuta una sorta di scansione del web segnalando siti e realizzazioni che rispettino questi semplici principi. Lo spazio per la critica distruttiva sarà riservata solo a quegli esempi che “ce le caveranno dalle mani”…

* (Bozza presentata in occasione della Conferenza europea di Minerva tenuta a Parma il 20-21 novembre 2003, a cura del Gruppo di lavoro di Minerva denominato WP5 - Identification of user needs, content and quality framework for common access points. Traduzione di Giuliana De Francesco e Maria Teresa Natale)


The reconstruction of archaeological landscapes through digital technologies

Dal 3 al 5 Novembre 2003 presso l’aula Marconi del CNR, Piazzale Aldo Moro – Roma, si è tenuto il Workshop “The reconstruction of archaeological landscapes through digital technologies”, promosso in collaborazione fra l’Italia e gli USA.

Rispettando le indicazioni fissate nel primo Workshop tenutosi a Boston nel 2001, l’obiettivo principale del presente evento, che rappresenta la seconda occasione di discussione e cooperazione scientifica tra scienziati e studiosi italiani e americani, ha riguardato la ricostruzione del paesaggio archeologico con particolare riferimento all’uso di software specialistico: applicazioni GIS, analisi spaziali, telerilevamento, realtà virtuale. Questo secondo momento di incontro ha consentito agli studiosi appartenenti a settori più tecnici e interdisciplinari, quali l’antropologia e l’archeologia, di interagire con coloro che, invece, provengono dal campo delle scienze umanistiche e sociali.

Il programma delle giornate si è articolato in sessioni sia di demo che di presentazione orale delle applicazioni. Di notevole interesse alcune relazioni, che nel seguito vengono presentate, ed in cui l’apporto tecnologico mostra quanto di meglio sia attualmente possibile realizzare e quanto grande e necessario il contributo da esso fornito.

Il caso di Aksum (Etiopia): progetto di ricerca che coinvolge il CNR, Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC) di Roma, l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, il CINECA, l'Università di Padova, la Boston University, ha lo scopo di ricostruire il paesaggio archeologico di Aksum finalizzando la visualizzazione ad un sistema di Realtà Virtuale di tipo Desktop (DVR), cioè “da scrivania”. Attraverso la combinazione di più attività (telerilevamento, fotointerpretazione, ricognizioni di superficie, prospezioni geomorfologiche, analisi di carte storiche e tradizioni orali e scritte, dati paleoambientali) sono state identificate alcune centinaia di possibili strutture rettilinee e circolari, per lo più antiche. Grazie alla classificazione multispettrale da satellite si sono ottenute una serie di mappe tematiche: classificazione della geomorfologia, dell’uso del suolo, delle aree umide, della vegetazione, delle tipologie di terreno associate ai siti archeologici principali. Si è giunti prima alla costruzione di una cartografia locale, (quasi inesistente ad una scala accettabile), poi ad una proposta interpretativa e ricostruttiva del paesaggio virtuale.

Il caso Mozan/Urkesh: progetto archeologico in collaborazione con l’IIMAS (International Institute for Mesopotamian Area Studies) e l’ITABC del CNR in cui vengono integrate diverse tecnologie 2D e 3D per l’analisi spaziale dello scavo archeologico e la ricostruzione completa del paesaggio.

L’Appia Antica : progetto in collaborazione fra l’ITABC del CNR e la Soprintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, il cui scopo è di utilizzare differenti tecnologie 3D per la realizzazione di un archivio digitale dei monumenti presenti nel parco.

Santa Maria di Rescamone (Corsica): progetto collettivo di ricerca sull’archeologia medievale diretto da Philippe Pergola (CNRS- Aix En Provence), Guido Vannini (Università di Firenze) e composto da ricercatori dell’ITABC-CNR, ha come obiettivo principale l’analisi stratigrafica e la modellazione virtuale del territorio.

Numerosi i progetti di ricostruzione e di restauro virtuale in fase di realizzazione presso il Cultural Virtual Reality Laboratory dell’Università di California - Los Angeles (http://www.cvrlab.org ) in particolare è interessante ricordare: la Città Coloniale di Port Royal, Jamaica (distrutta dal terremoto del giugno 1692) la Cattedrale di Santiago de Compostela (fase romanica, ca. 1211), il Colosseo (fase flavia, ca. 80 D.C.) e il Foro Romano(fase tardo antica, ca. 400 D.C.)

Per la consultazione dei riassunti delle memorie presentate, si consiglia di visitare il sito: http://www.ecai.org/activities/resources/Rome2003_programma_def_2.pdf


Futuro semplice. Beni culturali nuove tecnologie e mondi virtuali

In analogia con l’evento sopra citato il 3 dicembre 2003 a Roma presso il complesso monumentale di San Michele a Ripa si è tenuto il Convegno “Futuro semplice. Beni culturali nuove tecnologie e mondi virtuali”, promosso da Culturalia con la partecipazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, in collaborazione con la Commissione Arte- Musei Virtuali. L’obiettivo dell’incontro era quello di fare il punto su come le nuove tecnologie e la realtà virtuale possano dare un forte impulso alla tutela, fruizione e valorizzazione dei beni culturali.

Fra gli argomenti che si sono presi in esame: le politiche di governance del territorio, la ricerca e l’innovazione tra pubblico e privato. Numerose le applicazioni di realtà virtuale in mostra, tra cui: la Cappella degli Scrovegni, Granada nel XIX secolo, il Museo virtuale di architettura islamica, la Casa di Giulio Polibius a Pompei, la Cattedrale di Santiago de Compostela, il Viaggio nella Roma Antica.

Ed a proposito di virtuale, venerdì 19 dicembre 2003 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Daniele Panebarco ha presentato “EXHIBITD 3D”, uno strumento per il museo virtuale. Tale strumento consente, attraverso un’interfaccia semplice e amichevole, anche agli utenti meno esperti di informatica, sia la ricostruzione che la progettazione di ambienti virtuali. Per ulteriori informazioni visitare il sito: http://www.exhibits.it 


Kermes-La rivista del restauro
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