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Internet per il restauro 53

Luciana Bordoni Giancarlo Buzzanca

(estratto dalla rubrica pp.14-15)

Workshop  "Intelligenza Artificiale nei Beni Culturali"

Il Workshop “Intelligenza Artificiale nei Beni Culturali”, curatrice Luciana Bordoni, si è tenuto il 23 Settembre 2003 a Pisa, nell’ambito dell’ottava Conferenza dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale”. L’evento alla sua terza edizione, per la prima volta quest’anno è stato organizzato sotto l’egida del gruppo di lavoro “Intelligenza Artificiale per i Beni Culturali” costituitosi nel settembre 2002.

Il workshop, anche quest’anno ha fornito un'occasione di incontro, confronto e discussione tra gli studiosi e operatori di entrambi i settori, con l’intento di promuovere iniziative di comune interesse. Il programma dei lavori, articolato in quattro sezioni: Patrimonio Archeologico e Industriale, Musica, Musei e Fruizione di Opere d’Arte, Patrimonio Documentale e Biblioteche Digitali, ha presentato, per la prima volta, delle applicazioni molto interessanti sulla Musica.

Fra le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale (IA) prese in esame ed utilizzate in questo contesto, quelle riguardanti l’apprendimento automatico ed i sistemi multiagente hanno mostrato essere molto presenti nei vari settori di applicazione: archeologia, musica, musei, biblioteche digitali.

A questo proposito viene presentata un’intervista effettuata a Viola Schiaffonati del Laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica del Politecnico di Milano attualmente impegnata in attività di ricerca riguardanti le applicazioni dell’IA ai Musei. A lei, che ringraziamo per il tempo dedicato, rivolgiamo alcune domande concernenti l’uso di tali tecnologie nel contesto culturale, in particolare in quello dei musei, quali i vantaggi che se ne possono trarre e chi al momento ne sta già beneficiando.

Molto stimolante il contributo “21st Century Schizoid Man” di Giancarlo Buzzanca dell’ICR sulla necessità di definire un’ attendibile storia del Web nel settore dei Beni Culturali. Giancarlo ha inteso porre l’attenzione sui problemi della conservazione del Web, ricordando che nell’ambito della conservazione in ambiente italiano la mancanza di informazioni è clamorosa. Il suo è stato un invito a riflettere sul tema dell’archiviazione del Web.

Il programma del workshop con i lavori completi è presente nel sito:
http://studi131.casaccia.enea.it/enea/aiia/pisa/pisa.html 

Intervista a Viola Schiaffonati   - 3/11/2003

1. In che modo le tecnologie dell’IA possono essere di ausilio a coloro che operano nei Beni Culturali?

Ci sono fondamentalmente due aree in cui l’IA può essere di ausilio nel settore dei Beni Culturali. In entrambi i casi gli strumenti dell’IA tendono a coprire attività intellettuali che solitamente non si ritengono eseguibili né da una macchina né da un programma. Nella prima gli strumenti dell’IA forniscono un supporto a chi opera nei BC, offrendo un modo per delegare alla macchina le attività intellettuali di più basso livello e permettendo all’operatore umano di vedere espansa la sua creatività. Nella seconda tali strumenti sono invece di ausilio per i fruitori che si trovano supportati nell’interazione con le varie opere d’arte e possono usufruire anche di modalità nuove per tale interazione. Per comprendere meglio è utile fare un esempio. Nel nostro laboratorio (Laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica del Politecnico di Milano) abbiamo sviluppato un sistema, chiamato Minerva, per l’allestimento automatico di musei virtuali. Questo strumento, che utilizza sia le tecniche classiche dell’IA sia il nuovo paradigma dei sistemi multiagente, fornisce un valido supporto per gli allestitori di musei e mostre. Il sistema infatti è in grado di svolgere autonomamente i compiti di più basso livello, come per esempio calcolare l’occupazione massima di opere nelle sale di un museo, o il raggruppamento delle opere per l’allestimento secondo criteri temporali o culturali, mentre l’allestitore può occuparsi dei problemi di più alto livello, avendo più tempo a disposizione ed espandendo così la propria creatività. Inoltre, i risultati di questo allestimento automatico sono visibili in un museo virtuale navigabile con le tecniche della realtà virtuale. In questo contesto il visitatore è supportato nella sua visita da una serie di agenti: questi possono, per esempio, organizzare la sua visita a seconda degli interessi e del tempo a disposizione oppure fornirgli tutta una serie di informazioni cui solitamente non si ha accesso nei normali musei. In questo modo il pubblico ha una forte interazione con il museo da lui stesso creato secondo i suoi interessi e le sue conoscenze: si ha quindi una modalità di interazione assai interessante che è parallela e non sostitutiva dell’interazione che avviene normalmente quando si visitano un museo o una mostra.

2. Quale settore dei BC sta già fruendo di tali tecnologie e con quali vantaggi?

Sicuramente uno dei settori dei BC che sta cominciando a fruire delle tecnologie sviluppate nell’ambito dell’IA è quello museale che ben si presta, come abbiamo visto sopra, ad alcune applicazioni. E’ vero però anche che lo sviluppo in tal senso è ancora piuttosto lento, in quanto si tendono a utilizzare tecnologie informatiche già esistenti, piuttosto che svilupparne di nuove. Esiste poi, oltre a una serie di limiti pratici e di sviluppo, anche una cautela di ordine concettuale nel delegare a uno strumento artificiale non solo attività manuali, ma anche attività intellettuali, soprattutto se queste hanno a che fare, direttamente o indirettamente, con l’ambito artistico. Tuttavia, nonostante queste cautele vi sono oggi varie ricerche in IA dedicate proprio alla produzione artistica; in questo settore le tendenze sono fondamentalmente due: la prima è interessata a progettare strumenti in grado di produrre automaticamente risultati artistici di varia natura e in questo caso uno dei problemi è quello di valutare poi il “valore” di questi lavori; la seconda invece si concentra maggiormente sugli strumenti che possono fornire varie forme di supporto agli artisti impegnati in attività creative.

3. Quale di questi settori è più adatto per l’utilizzo di tali tecnologie?

Al momento non credo si possa parlare in assoluto di un settore più adatto. In generale si può dire che le applicazioni più naturali e ovvie sono proprio in quei settori che, come abbiamo visto, richiedono l’utilizzo della tecnologia non solo a supporto delle varie attività manuali, ma anche a supporto di quelle intellettuali, prerogativa questa dell’IA. Inoltre, probabilmente non è un caso che il settore museale si stia incominciando a interessare dell’applicazione di queste tecnologie, dato che attraversa un periodo di profondo rinnovamento a seguito di tutta una serie di nuove modalità di allestimento, di visita e in generale di fruizione, dove – ovviamente – le tecnologie sofisticate dell’IA possono trovare più spazio che in altri settori.

4. In particolare, il settore del restauro e della conservazione in che modo potrebbe beneficiarne?

Sebbene non conosca il settore del restauro ci sono dei vantaggi generali che potrebbero valere anche in questi settori. In primo luogo, come si è detto, l’avere a disposizione strumenti sofisticati ai quali delegare anche attività intellettuali di alto livello, previo inserimento nel sistema della conoscenza derivata da esperti umani. In secondo luogo, l’avere a disposizione strumenti ad alto grado di interattività – sia per l’esperto sia per il fruitore – che possono essere adattati e modellati sulle esigenze dei singoli utenti.

5. Conosci gruppi di ricerca in Italia e/o all’estero che studiano o sviluppano tali tecnologie in ambito BC?

Oggigiorno c’è molta enfasi sull’applicazione delle nuove tecnologie al settore dei BC, interesse che ha preso piede all’estero e si è poi spostato anche in Italia. Proprio per questo motivo i gruppi di ricerca sono numerosi – sia nel settore accademico sia in quello aziendale. Se parliamo però non di nuove tecnologie in generale, ma di IA gli ambiti si restringono notevolmente, anche se si deve riconoscere una sempre maggiore attenzione a queste tematiche. Per quanto ne sappia, in generale, l’attenzione maggiore è comunque rivolta ai vari ambiti della produzione artistica, siano questi legati alle arti figurative, alla musica o ad altri settori.

6. Ritieni che Internet sia uno strumento importante per i BC, in particolare per il restuaro e la conservazione, e che queste tecnologie possano essere utilizzate in Internet?

Internet costituisce senza dubbio uno degli strumenti più importanti e destinati a promuovere le maggiori innovazioni in questo settore. Senza dubbio parte delle tecnologie sviluppate a questo proposito nell’ambito dell’IA possono essere utilizzate in Internet. Per portare un esempio concreto, stiamo ora lavorando perché il nostro sistema Minerva sia fruibile in rete, sia per quanto riguarda la parte di allestimento sia per quanto riguarda la parte di fruizione. Ciò permetterà di raggiungere un numero molto elevato di utenti e quindi di essere fruibile pressoché universalmente, rafforzando proprio quell’idea di cui si diceva di una modalità di fruizione parallela a quella tradizionale, che non ambisce a sostituirsi ad essa, ma anzi a promuovere la diffusione culturale e, di conseguenza, anche la visita effettiva al museo reale come conseguenza di una curiosità nata magari dalla fruizione in rete.


Kermes-La rivista del restauro
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pagina curata da Giancarlo Buzzanca   Pagina realizzata il 10.04/03  modificata il  31 ottobre 2004